Robert Plant, da rocker urlato a maturo interprete di emozioni

I dischi del mese

di Giuseppe Verrini

A 76 anni, il leggendario cantante dei Led Zeppelin continua a sfornare ottimi dischi con una certa regolarità.

Certo, non siamo più nei territori rock che l’hanno reso famoso, ma da un solido rock urlato in età giovanile siamo passati ormai da anni a momenti folk e country, senza dimenticare il blues acustico, quindi parliamo di un vero singer-songwriter di grande sensibilità.

Questo nuovo album contiene dieci brani scritti da altri autori, scelti probabilmente per la loro bellezza e per l’interesse personale di Robert Plant che, accompagnato da una perfetta band, inclusa anche la cantante Suzi Dian, è in eccellente forma.

Chevrolet, brano del 1930 della leggendaria Memphis Minnie, è qui in una straordinaria versione blues acustico; Soul Of A Man, brano di Blind Willie Johnson, anche questo del 1930, è da brividi; Ticket Taker (Low Anthem) è di una dolcezza incredibile ed è impreziosita dal duetto tra Robert Plant e Suzi Dian.

Da segnalare anche la malinconica ballata country Too Far From You e una incursione nel rock con Everybody’s Song dei Low.

Un disco importante e molto bello, che valorizza splendidi brani scelti con grande amore e attenzione, interpretato da una delle più grandi voci della storia del rock che si mette a disposizione per un perfetto connubio con una straordinaria band.

  • The Third Mind, Right Now! Voto:8
  • Rodney Crowell, Airline Highway, voto:8
  • Roger Waters, Life This Is Not A Drill: Live From Prague, voto:8
  • Paolo Pieretto, La Gente Vuole Pezzi Semplici, voto:7,5
  • Emanuele De Francesco, Il Primo bacio Nel Pomeriggio, voto:7
  • Bebaloncar, Love To Death, voto:7

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