di Edgar Meyer, Presidente di Gaia Animali & Ambiente OdV
Un cane da caccia abbassa il fucile del suo compagno umano, costringendolo a riflettere prima di sparare. È questa l’immagine di grande impatto emotivo dello spot di Fondazione Capellino, che si diffonde rapidamente sui social e sulle TV nazionali.
Lo spot si conclude con l’affermazione perentoria: “Niente giustifica la caccia”. L’iniziativa intende provocare un’azione concreta: allo spot si aggiunge una petizione rivolta ai cittadini che chiede ai parlamentari di ogni schieramento di non votare a favore di un disegno di legge attualmente in discussione in Senato.

La proposta, presentata dalla maggioranza di centrodestra, prevede norme che estendono la caccia in maniera massiccia. Un esempio: se approvata, consentirebbe alle Regioni di allungare il periodo della stagione venatoria e di sparare anche ad animali oggi protetti. Tutto ciò è in netta controtendenza rispetto alla volontà dell’opinione pubblica.
Secondo i sondaggi usciti a ottobre, l’opinione pubblica è nettamente contraria: Ipsos riporta che il 78% degli italiani la considera eticamente inaccettabile. Il dato è rafforzato da Istituto Piepoli, secondo cui il 94% del campione esaminato ritiene che la caccia andrebbe abolita o fortemente limitata, mentre solo il 6% approverebbe l’estensione. Di più: per Ipsos, l’85% degli italiani ritiene che la caccia comporti gravi rischi per la sicurezza, dato confermato dai continui incidenti venatori.
La lobby venatoria, sostenuta da quella delle armi, è tuttavia ben rappresentata in Parlamento e in particolare tra le fila del centrodestra. Per contrastare il tentativo di deregulation, 55 associazioni ambientaliste, animaliste e scientifiche – tra cui Wwf, Lipu, Legambiente e Gaia Animali & Ambiente – si sono schierate contro la proposta.
«Questa legge non è nell’interesse della gente, dell’agricoltura e dell’ambiente. Aumenta l’insicurezza dei cittadini», sostengono gli enti anticaccia. Altre 5 associazioni – Lav, Enpa, Lega Nazionale Difesa del Cane, Oipa, Animalisti Italiani – hanno presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per abolirla. I prossimi mesi ci diranno se la politica ascolterà più la società civile o le lobby.
