Riqualificazioni – Municipio 5 e Politecnico hanno presentato un piano per il restauro graduale della Cascina Campazzino
di Guglielmo Landi

Presentato lo studio per il recupero dell’antico complesso rurale
Dopo quasi due anni di lavori e incontri è stato illustrato in Municipio 5 lo studio del Politecnico di Milano per la ristrutturazione dell’antico complesso rurale, posto all’interno del Parco Agricolo Urbano del Ticinello.
Sabato 22 novembre presso il Municipio 5 di via Tibaldi si è tenuto l’incontro pubblico per la presentazione degli esiti dello Studio per il recupero della Cascina Campazzino, realizzato dal Dipartimento di Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano, su incarico del Municipio 5.
In tre corposi documenti, redatti in oltre un anno di lavoro, sono state raccolte esigenze e idee dei principali soggetti del territorio sui possibili usi della cascina, sono state analizzate documentazione storica e catastale, ed esaminate norme e leggi.
All’incontro era presente il gruppo di lavoro del Politecnico, composto dalla professoressa Lionella Scazzosi, dall’architetto Paola Branduini e dal dottor Andrea L’Erario, mentre per il Comune di Milano le assessore Elena Grandi e Gaia Romano, per il Municipio 5 il presidente Natale Carapellese, l’assessore Mattia Cugini, oltre a numerosi consiglieri.
Le quattro fasi d’intervento
Lo studio è articolato in quattro fasi tra loro collegate ma indipendenti, realizzata la prima, che prevede la messa in sicurezza degli edifici e degli spazi aperti, la vecchia cascina potrà essere già utilizzata per attività agricole ed eventi pubblici. A patto che si riescano a sbloccare velocemente le risorse esistenti e trovarne di nuove.
La gradualità degli interventi è stata il centro della proposta del Politecnico su cui i relatori hanno insistito, la chiave per garantire la reale attuabilità del piano e la fruibilità della cascina Campazzino da parte del pubblico, sin dai primi interventi. Seguendo questa impostazione il percorso di recupero dell’immobile e dell’area agricola è stato concepito in azioni, collocate in diversi momenti e in quattro livelli di intervento, il cui costo totale è di 4.679.816 euro.

Ognuno dei quattro livelli prevede operazioni specifiche per la messa in sicurezza e la sistemazione di parti del complesso agricolo, fino alla sistemazione “a rustico”, cioè senza finitura e impianti, dell’intera cascina. Una volta completati gli interventi della prima fase, che prevedono la messa in sicurezza dell’intero complesso e dell’aia – e questo è tra gli aspetti più interessanti della proposta del Politecnico – sarà possibile un uso temporaneo degli spazi aperti per permettere ai cittadini di transitare in sicurezza nella corte o realizzare eventi all’aperto, nonché favorire l’installazione temporanea di prime funzioni da parte di un agricoltore.

Attività agricole e sociali
Il piano del Politecnico individua nell’orticoltura, frutticoltura e floricoltura gli usi agricoli più conformi alle caratteristiche della cascina e dell’area di circa 6,5 ettari di terreno disponibile, auspicando una presenza stabile degli operatori in cascina, in modo da garantirne un presidio costante. In sinergia con le attività agricole, il piano di riqualificazione destina alcuni spazi e un’area polifunzionale ad associazioni e per eventi pubblici.

Proposte di gestione
La proposta redatta per la gestione delle attività sociali della Cascina prevede l’istituzione di un comitato, composto da rappresentanti delle attività agricole, del Municipio 5, di operatori del Terzo Settore e cittadini.
Prossimi passi e risorse
I prossimi passi riguardano innanzitutto la scelta del soggetto che guiderà la fase realizzativa. Attualmente il complesso agricolo Campazzino ricade sotto gli assessorati all’Agricoltura, al Demanio e al Verde del Comune di Milano, rendendo più complesso l’avvio di ogni iniziativa, prima fra tutte dei lavori della prima fase, per il quale il Municipio 5 ha già stanziato 413 mila euro.
Secondo quanto affermato dal presidente Natale Carapellese, c’è la disponibilità degli assessorati a rivedere l’attribuzione della competenze, senza escludere la possibilità che la gestione della Campazzino passi in toto al Municipio.
Per il recupero delle risorse per le successive fasi dei lavori, il Municipio e diverse associazioni, tra cui il Centro Culturale Conca Fallata, Associazione Parco Sud e il Comitato Difesa Ambiente Zona 5, si sono espressi per lo spostamento dei circa 2,5 milioni, destinati ai lavori del terzo lotto del Parco Ticinello, sui capitoli di spesa per i lavori per la Cascina Campazzino. Tale richiesta, per potersi realizzare, deve essere portata in Consiglio da uno o più consiglieri entro il 31 dicembre 2025, per essere inserita nel Pto 2026-2028.
Questi due passaggi essenziali – definizione del soggetto che avrà le competenze e spostamento delle risorse – , se compiuti nei tempi, potranno dare concretezza al progetto di recupero della cascina e di avvio dell’attività agricola e nel contempo favorire la ricerca di finanziamenti o sponsorizzazioni esterne, puntando su numerosi piccoli finanziatori, anziché pochi e grandi. Un iter ancora con molti ostacoli, ma che traccia un percorso al punto da indurre il presidente Carapellese a indicare il 2026 come l’anno di svolta per la Cascina Campazzino.

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